Visualizzazione post con etichetta Barceloneta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Barceloneta. Mostra tutti i post

E ci arrivava l'eco di un cinema all'aperto.

giovedì 26 luglio 2012

C'è la sala Montjuic, che è la più bella di tutte. Un fossato gigantesco e pieno d'erba, uno schermo davvero gigante, un cielo stellato, te, i tuoi amici e una birretta. E due patatine, due salatini, due olive, un'insalata di mare, una di riso, una di pasta, una lasagna, melanzane alla parmigiana, vitello tonnato, avocado, gamberetti, pollo freddo, pizza e focaccia, mozzarelline e cherries, una cassa di rioja e 3 metri quadrati di plaid. Poi, tornare a piedi dal castello fino a plaza Espanya e poi a casa. Insomma, troppa decadenza per una semplice serata d'estate infrasettimanale. Per fortuna quindi, da oggi c'è anche il cinema all'aperto sulla spiaggia a Barceloneta. Gratis e alle 21:30 e il programma sembra interessante. (a proposito di interessante, il muratore nel patio ha appena detto al suo collega: el hombre es el único animal que tropieza con la misma piedra). Funziona così: alle 21:30 un corto e alle 22 un film, ecco qui tutte le date. Stasera il corto Birdboy e poi il documentario Venid a las cloacas - La historia de la Banda Trapera del Rio, sullo storico gruppo punk di Cornellá. Visto che Barcelona non è Ibiza e la spiaggia è sempre piena di stronzi che ci lasciano lattine e cicche di sigarette, il film ci sta dentro. Trailer:





Auschwitz for dummies.

venerdì 25 novembre 2011

IL GIOIOSO INFERNO DELLE MOSTRE NEI CENTRI CIVICI.

I Centros Civicos sono il massimo quando vuoi fare un corso di qualcosa. Che sia di videomapping o di cucina giapponese, di danza contact o di serigrafia, nei centri civici lo puoi fare, e con ben poca spesa. Quando però si tratta di mettere su una mostra diventa un casino, e allora, per la gioia di amici, amici di amici, amici di amici di amici, si scatena l'inferno creativo che giace dentro di ognuno di noi. Sono andato a vedere la mostra Glob (indovina un po', sulla globalizzazione e i suoi effetti nefasti) perché la mia amica Constanza esponeva, ma si è rotta la scheda grafica sul computer e non ha potuto attivare l'installazione. Ho dovuto quindi fare un giro a sorbirmi il resto. Le mostre dei centri civici sono fantastiche perché puoi trovare di tutto, come un mercato delle pulci dell'arte con lo stesso feeling di un mercato della frutta alle quattro di mattina. Ci sono fotografie documentaristiche a un passo da meritare la pubblicazione sul National Geographic affianco a quadri che vengono da un professore che ti dice: lo importante es lo que salga de tu corazón...


Per fortuna ci pensano i seguaci di Basquiat a rimettere a posto le cose:


C'è musica e allegria nelle mostre d'arte dei centri civici.
Chi ha bisogno di un DJ quando c'è Luis Manuel "Esquaier" Pérez alla chitarra creando un bell'ambientino con Knockin' On Heaven's Doors?


E con buon vino per tutti poi?



Ma veniamo ai lavori più interessanti. Il signore qui sotto, che ha tutto l'aspetto di uno che vuole venderti un'assicurazione contro le cacche di piccione, ha per le mani un progetto situazionista mica da ridere chiamato P.Luk.A. Suona come un acronimo segreto del KGB ma in realtà vuol dire "Pe Lu Ca, ossia parrucca). Nome completo del progetto: P.Luk.A - Proyecto de Interacción Biosymbolica.

In che che cosa consiste questo progetto di interazione biosymbolica? In realtà, non lo so. C'erano delle ballerine al piano di sotto e davvero non ho avuto tempo di andare a fondo, ma per lo meno ho raccolto delle informazioni essenziali per aiutarvi a vederci chiaro. Per esempio il Protocolo de Transacción, ossia le dada-istruzioni, importantissime per calarsi nell'azione:



Cioè:

1. Regalare una ciocca di capelli.
2. Ricevere una busta contenente: palloncino, cingomma, e immagine non specificata)
3. Compilare il modulo (per la mailing list delle prossime performance situazioniste, suppongo).
4. Masticare la cingomma.
5. Gonfiare il palloncino.
6. Legare il palloncino all'abito (dell'artista, suppongo).
7. Attaccare l'immagine al muro (alle spalle dell'artista, suppongo) con l'apposita cingomma.

Per la cronaca, mi ha fatto felice vedere la Repubblica di qualche giorno fa usata per suddetto muro. La Repubblica entra ufficialmente nel gotha dei giornali-in-lingua-straniera-che-van-bene-per-decorare-e-per-impacchettare-regali-perché-fa-fine-e-non-impegna.



Ma dov'eravamo rimasti? Ah, sí, al progetto biosymbolico. Secondo la brochure, il progetto consiste nell'appiccicare le ciocche di capelli sottratte ai volontari a una testa di manichino cosparsa di carta moschicida. L'attaccatura, lungi dall'essere casuale (Costanza mi dice - Oh, vai su a vedere che c'è uno cha fa una parrucca afro coi capelli della gente), segue un preciso modello dettato dalla "firma e simbolica del portatore originale".



Qui di seguito potete apprezzare il campionario di ciocche di capelli che l'artista ha potuto collezionare in meno di due ore (gli argentini sono degli ottimi venditori).


E qui il simbolo a cui dovrebbe far riferimento tutta la faccenda biosymbolica.


Sarà per questo che piace anche agli hippies.



I collegamenti fateli voi, io devo dare un'occhiata alla lavastoviglie che perde.



10 posti dove non farvi fregare a Barcellona.

venerdì 18 novembre 2011

Barcellona è una città sicura. Almeno comparata con Marsiglia, Napoli o Nairobi. I ladri di ogni classe tendono a lavorare in determinate zone della città in cui sicuramente passerete, e vi stanno aspettando. Seguite qui alcuni semplici consigli per conoscere quali sono queste zone e le pratiche di approccio più diffuse. Eviterete che il vostro viaggio a Barcellona faccia tappa al commissariato. (Nota: Le seguenti informazioni prevengono sí dal mapping della polizia, ma soprattutto da esperienza o testimonianza diretta di residente e di professionista del settore (turismo, non malavitoso).

1. In aeroporto.  Anche se sembra il posto più sicuro del mondo, non rilassatevi troppo. Ci sono gruppi che agiscono come normali passeggeri, vestiti bene etc. Uno si appropria del vostro bagaglio incustodito e l'altro aspetta in una macchina all'uscita. "Ciao tesoro, com'è andato il viaggio? Bene. Sgomma adesso, che mi sa che mi han visto".

2. In macchina. Entrando in Barcellona dalle arterie d'ingresso principali (Avinguda Diagonal se venite da Valencia e Meridiana se arrivate dalla Francia), non è infrequente che il traffico rallenti e si proceda a singhiozzi. Prendete la precauzione di chiudere le porte, anteriori e posteriori, da dentro. La tattica è la seguente: mentre siete fermi al semaforo, Uomo 1 appare e si mette a picchiare sul finestrino anteriore facendo solo un gran baccano per destabilizzarvi. Uomo 2 apre il portello posteriore dalla parte opposta e sottrae il bagaglio. Conosco gente che si è accorta del furto solo una volta arrivata a destinazione.

3. In macchina a Barceloneta (la zona del Port Vell/spiagge). Se venite a Barcellona d'estate è probabile che abbiate affittato una stanza o un appartamento a Barceloneta, e magari arrivate nel pomeriggio, quando fa un caldo bestia e in giro non sembra esserci nessuno. Non lasciate per nessun motivo l'auto incustodita con i bagagli dentro, anche se ovviamente chiusa. I ladri di Barceloneta sono velocissimi. Esperienza: l'estate scorsa una famiglia di turisti francesi parcheggiano l'auto in strada e vengono in ufficio per fare il check in del loro appartamento. Dieci minuti di pratica e tanti saluti. Venti minuti dopo erano di nuovo in ufficio per restituire le chiavi, chiedere la restituzione dei soldi e letteralmente ripartire per casa.

4. Rambla. Tutta, ma soprattutto al fondo. La Rambla è il gran teatro umano di Barcellona. E nella grande commedia umana c'è soprattutto il sesso. Le ragazze africane, che parlano anche italiano, vogliono qualcosa di più che "toccare c---- gratis". Fate attenzione. Ho visto molti uomini schizzare fuori dal McDonald della Rambla perché accortisi che la ragazza li aveva intornati, con le annesse pietose scene che ne seguono (non è una bella cosa vedere un uomo incazzato con un sundae alla fragola in mano). "Fatti loro" direte voi, "avevano solo da non andare da McDonald".

5. El Raval. Storicamente IL quartieraccio di Barcellona, oggi è una zona multiculturale e multietnica (ma si dice ancora?) piuttosto sicura. Tuttavia, se dei teenagers maghrebini vi sentono parlare italiano, verranno volentieri ad abbracciarvi con la scusa di condividere con voi il loro entusiasmo per quel o quell'altro calciatore del Milan. Semplicemente, non ricambiate l'entusiasmo. Potrebbero anche avere un pallone e mettersi a giocare con voi. Questa variante è conosciuta come "il Ronaldinho", e funziona sempre.

6. Barri Gòtic. Ultimamente girano dei ragazzi maghrebini in calle Boqueria, una via del Gotico stretta e molto trafficata, che distribuiscono flyer per un ipotetico club di musica brasiliana. So che in Italia molta gente è fan dei "balli latinoamericani", ma non fatevi tentare. Un giorno ho visto il suddetto PR, sono andato avanti, mi son girato come per istinto e indovinate un po'? Stava giocando al maestro di ballo con un gruppetto di italiani pretendendo di insegnare alla vittima la differenza tra la salsa e la samba. Poi ho visto il portafogli passare di mano in mano come una birra al carnevale di Rio, ma per fortuna non è successo niente e tutto si è risolto con un amichevole svaffanculata.

7. La metropolitana. Le fermate "calde" sono Jaume I, Passeig de Gracia e Verdaguer, linea gialla, Diagonal (linea verde) e Sagrada Familia (linea blu). Varie tattiche e azioni di gruppo volte a distrarre il turista quando si accorge del fatto. La mia preferita è toccare i polpacci da dietro. La vittima si piega a pi greco mezzi e il portafogli viene sfilato. E' successo a mio zio, poverino. Ah, e se qualcuno vi fa notare che avete la bottega aperta, senza distogliere lo sguardo rispondetegli che vi piace così.

8. La Sagrada Familia. Zingarelle che chiedono le firme per i disabili, i ciechi etc. o che vendono fiori. Sono ladre, e si vogliono approfittare di quel pallido momento mistico/devozionale che potreste eventualmente patire  al cospetto di Sua Maestà il Tempio Espiatorio della Sagrada Familia.

9. Plaça Catalunya. A parte la FNAC, se non siete fan dei piccioni e dei pavimenti scivolosi non c'è nessuna ragione per andare a plaça Catalunya. L'Hard Rock Café? Avete già la maglietta "Hard Rock Café Prague" comprata a Parigi, non vi basta? In questi paraggi il ladro è una ragazza finta bionda con una borsetta di Gucci taroccata.

10. Dappertutto. Non lasciate la borsa appesa alla sedia, non lasciate la borsa sul bancone, non andate a ballare con 250 euro dietro come la mia amica Sofie, non fatevi aiutare da qualcuno che vi dice che un piccione vi ha cagato sulla giacca, non mettete il cellulare sul tavolo di un bar, non infilate il cellulare nella tasca pettorale del giubbotto o della camicia, non date indicazioni tanto non sapete le vie, non date retta a qualcuno che vi chiede indicazioni che tanto non sapete le vie, non date retta a qualcuno che vi chiede indicazioni perché dall'altra parte Uomo 2 vi sta soffiando la borsa con l'iPad, l'iPod, la Canon, gli occhiali da vista al titanio, 300 euro in contanti, il passaporto e la maglietta ufficiale del Barça, non andate da McDonald e non fate casino per le strade alle tre di notte che vabbé che siete in vacanza ma qui c'è gente che dorme e che domani va a lavorare. Adesso siete pronti per andare incontro all'Imprevedibile.

Foto: El Periòdico

L'iradiddio.

martedì 1 novembre 2011


Parliamo del tempo. A Barcellona piove poco, d'estate, ma quando piove, come si dice qui, lo fa a lo bestia. Questa graziosa istantanea scattata a Barceloneta, che ricorda un po' l'Impero delle luci di Magritte versione mercato del pesce, cattura quel breve, elettrico momento di attesa prima che si scateni questo bordello: