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Giulia se ne va.

venerdì 1 novembre 2013

Giulia, 24 anni e dopo tre a Barcellona se ne va. E' giovane abbastanza, intelligente abbastanza per capire che chi cerca un lavoro serio qui a Barcellona be', fa meglio a cercarlo altrove.
E la Francia l'aspetta con una nuova esperienza. Anche lei come tanti, è rimasta affascinata dalla cosmopolis catalana, pur ammettendo che la cultura spagnola, e men che meno quella catalana, non l'avevano mai interessata.
E' rimasta affascinata dal fatto che qui tutti quelli che conosce hanno due o tre lavori, e di solito il secondo e il terzo non sono quelli che pagano l'affitto.
E' rimasta scioccata dalla quantità di polizia e di turisti che gonfiano il centro, e sicuramente anche lei sa che quanto più il potere è insicuro più si fa vedere da tutte le parti. In quanto ai turisti, be', ognuno ha il diritto di passare per fesso almeno una volta l'anno.
E' rimasta stupita dai suoi primi mille euro al mese, che solo all'inizio sembrano tanti, ma ha l'età giusta per non credere già di doverci fare l'abitudine.
E' rimasta basita dalla farsa degli istitutiitalianidicultura, questi posti che dovrebbero essere la nostra casa all'estero ma che non ci offrono proprio un granché, posti in cui Giulia sarebbe anche preparata per lavorare, ma ci racconta che i bandi che sono obbligati a emettere si pubblicano su annunci microscopici a fondo pagina di qualche giornaletto locale, così entra sempre l'amico dell'amico avvisato a tempo.
E' rimasta affascinata dal respiro internazionale, dalla fiesta e dal cazzeggio perenne, e i suoi amici che la prendevano in giro dicendole sí, certo, tu vai a Barcellona a studiare...
Ed è rimasta affascinata dagli ambienti underground, che sono forse il miele più appiccicoso per un giovane che sbarca a Barcellona.
Ma il fascino di Barcellona non ha vinto contro i suoi stupendi, enormi e freddi occhi verdi, che come quelli di una medusa hanno spaventato il fantasma delle tentazioni.
Vai Giulia, inizia un'altra avventura e non fermarti qui!
Ti aspetto per un drink, e un po' per nostalgia e un po' per insonnia ti dedico questa canzone fuori moda, di quando eri ancora bambina :-)

Vino Vinicio.

giovedì 24 maggio 2012

E' tornato Vinicio. E' passato Vinicio. Ieri l'altro, al Poble Sec.
Vinicio, grosso, grasso, nero e ingombrante, è in realtà basso, come tutti i grandi, e non è grasso, ma sì ingombrante. Nel senso bello del termine. Come entrare in un vecchio magazzino attraverso la porta del retrobottega. Permesso sì, scusi, grazie. Accedere a luoghi pieni di polvere, storia, luce e magia. Candelabri, pianoforti, strumenti scientifici, quadri dell'800, tele stampate, mobili, soprammobili, ninnoli, scheletri, manoscritti,  sestanti, chitarre, vestiti, animali impagliati e altri innumerevoli tesori che hai conosciuto soltanto nei libri illustrati. Vinicio e il suo spettacolo Marinai, Profeti e Balene, con il pianoforte a coda messo di traverso, cioè a dritta, dove il pianista non è un pianista ma un timoniere, intorno al quale si squadra la ciurma sotto agli alberi immaginari. Glauco, Zeno e Mauro a mezzana, Vinicio e Vincenzo a maestra, Asso e Francesco a trinchetto, salpando in un rumore di catene e presagi, sotto una chiglia rovesciata, il ventre di un balena, la bocca di un capodoglio. Io, che ascolto il disco solo adesso che scrivo, al concerto mi lascio trascinare dall'onda lunga, lenta e notturna di parole e dalla marea di strumenti che l'equipaggio manovra alla perfezione d'orologio, con maestria di lungo corso di chi sa dove va anche nel buio pesto. Io sono al secondo piano e mi ammareggio del ritardo, è come stare arrampicato a prua mentre piove ed è notte, e tutti gli altri sono sottocoperta ingozzandosi di rhum, e ridendo. Oh well. Mi piace guardare il marinaio di palco che cambia le chitarre, i cappelli e i vestimenti a Vinicio e poi spunta fuori e mima il polipo, il ciclope e il palombaro. Mi piace godermi la pachidermica paraphernalia di Vinicio, sapere che è la naturale estensione spettacolare della sua musica, dei testi e della sua testa bacata. Coleridge, Conrad e Melville sono dalla sua parte, ma ci sono anche i tre catalani di Cabo San Roque, il suo spagnolo da italiano in gita e i grappoli di compatrioti e compatriote, occhi che guardano e saltano da una parte all'altra, che girano, cercano, segnano, appuntano, dicono e dimenticano. C'è un'altra volta Vinicio, con la sua feluca e la sua gabardina, fermo negli anni e nella poetica dell'illusione della felicità, l'inganno dell'amore e la condizione umana, a condizione che sia mitica e mitologica. C'è Vinicio che ci uccide alla fine con Le Sirene, e non importa dove lo trascini la prossima tempesta artistica domani. Il suo genio, come un mago, uscirà sempre dalla giubba fradicia una carta come Le Sirene, magicamente asciutta e bella, come la salvezza quando sembra che tutto è andato perduto. E c'è il Vinicio delle taverne che ci ha fatto Che coss'è l'amor e altri oldies but goldies in memoria delle sue notti al Poble Sec nel Tinta Roja. Anche se il lupo perde il pelo e beve solo in ufficio, noi contenti.




Libertà di movimento.

mercoledì 9 maggio 2012

Il post di oggi ha una doppia valenza con un denominatore comune: la libertà (e scusate il pasticcio chimico matematico, al liceo avevo sempre 3). Presentiamo in ordine di fretta: A) Il concerto di Paolo Angeli e Takumi Fukushima. Questa sera sono a Ljubliana, dopodomani sera a Belgrado e sabato, cari amici espatriati, a Barcellona. A Paolo dedicheremo un giorno un'intervista lunghissima, un video, un monumento, una torta di mele, tempo al tempo. L'ultima volta l'abbiamo visto in azione con la stellina del post-Waits Amanda Jayne, lasciando da parte la chitarra sarda preparata per fare incursione nelle canzoni di Amanda con una Estruch flamenca comprata alla Mina (il barrio gitano di Barcellona, NdB). Sabato invece vedremo Paolo in duo con una vecchia amica, la violinista giapponese Takumi Fukushima. Ormai in sincrono perfetto di corde tese, Paolo e Takumi insieme sono una macchina elettroacustica che non conosce limiti o frontiere, e con l'unica preoccupazione di riuscire a fondere la musicalità sarda con quella giapponese, perdendola e ritrovandola in continuazione, come in un dialogo appassionato, dolce, malinconico, ma anche furioso (vedere Takumi urlare è veramente uno spettacolo). Asì que, se non ti spaventa la musica improvvisata e ti piace pensare al Giappone come una grandioso mix di calma e caos, ti consiglio di andare a vedere questo concerto. Perché di fretta, dicevamo? Perché è caldamente consigliato prenotare il posto presso la sala Anaglifos scrivendo a  info@anaglifos.es o chiamando al  93 177 39 0.

Paolo Angeli & Takumi Fukushima
Anaglifos Art Factory
C/Monec 17, bajos. Sabato  12 maggio 2012 ore 21 - Ingresso 8€





Seconda urgenza di oggi è B) l'uscita online esclusiva da Wired Italia del documentario Italy: love it or leave it, della coppia di realizzatori Gustav Hofer e Luca Ragazzi. Avevo visto il trailer svariati mesi fa ed ero rimasto intrigato da questi due tipi che decidono di fare un viaggio in Italia in Cinquecento per vedere e conoscere più a fondo il Paese che stavano decidendo insieme di lasciare. Cinque mesi dopo, Italia-prendere-o-lasciare sta sbancando premi e proiezioni in tutto il mondo, mentre i due hanno fatto le valigie e sono già belli belli e trasferiti nella Berlino felix. Muoio dalla voglia di vederlo, ma voglio aspettare che la mia bella torni dal lavoro così fa anche un po' di lezione di italiano. Grazie a Wired per il release online e la possibilità di inserirlo sul blog e speriamo che Gustav e Luca vengano presto a trovarci a Barcellona.





Leggi l'intervista su Wired.

Per questo mi chiamo Giovanni.

lunedì 16 gennaio 2012

Domani si presenta alla Casa degli Italiani il libro "Navigation for dummies - Come pilotare una nave da crociera in 24 ore". Scherzo. Domani si presenta il romanzo a fumetti "Per questo mi chiamo Giovanni", libro a fumetti dell'autore palermitano, Claudio Stassi sulla vita di Giovanni Falcone. Le sue tavole portano alla luce la lotta del magistrato scomparso, iniziata non da adulto, bensì già dai banchi di scuola. Si esporrano lavori originali di Stassi che si potranno vedere gratuitamente fino al 20 gennaio. Seguirà cocktail e uno spaghetto allo scoglio.

Casa degli Italiani - Pasaje Méndez Vigo, 8 ore 19 - Ingresso libero.



Sei veneto? Ti danno un premio.

venerdì 16 dicembre 2011

Notizie di servizio. I veneti nel mondo hanno tempo fino al 30 dicembre 2011 per iscriversi al concorso Young Veneto Excellence Award,  

per l'assegnazione di tre premi consistenti in un diploma e relativo riconoscimento economico di 1.000 euro.

L'Associazione Padovani nel Mondo indice il presente concorso per premiare il talento di tre giovani veneti che all'estero abbiano aggiunto risultati di rilievo nelle categorie:


- imprenditoria e management;
- ricerca e sanità;
- attività professionale.


Qui il sito per il bando di concorso e tutte le altre informazioni:

http://www.padovaninelmondo.it/



Vivo altrove alle Nuvole

venerdì 9 dicembre 2011

Claudia Cucchiarato
Vivo altrove è un libro e le Nuvole una libreria. Vivo altrove è un libro "che raccoglie le storie di alcuni tra le decine di migliaia di giovani che negli ultimi anni hanno deciso di abbandonare l'Italia" scritto dalla giovane giornalista Claudia Cucchiarato (L'Unità, l'Espresso, la Vanguardia). Si presenta oggi alla libreria Le Nuvole, in Gràcia, e sarà una buona occasione per ascoltare e intercambiare riflessioni ed esperienze tra di noi expats tricolores. E anche un momento un po' strano, forse, perché spesso quando si abbandona l'Italia già che ci siamo si sceglie anche di abbandonare gli italiani. Io ho passato questa fase, quindi andrò ad assistere a questa presentazione e a fare nuovi amici. Vivo altrove è anche un blog pieno di informazioni e link interessanti, oltre che uno spazio aperto per condividere online esperienze di italiani all'estero Vs. madrepatria. Se hai una storia felice o infelice da raccontare lo puoi fare qui. Poi Claudia raccoglierà tutto il materiale e lo venderà ai servizi segreti. Scherzo.

Ci vediamo questa sera alla
Libreria Italiana Le Nuvole - Carrer de Sant Lluís, 11 19.30h ingresso gratuito



Habemus Papam (Hell yeah)

venerdì 4 novembre 2011

Non so voi, ma quando guardo la lista di film belli in cinema fichissimi come il Verdi o il Renoir e vedo filmacci d'amore made in Italy, penso: mmmpfff. Peró finalmente una buona notizia. Oggi, venerdí 4 novembre, Habemus Papam sbarca a Barcellona. Siccome piove a dir8 è un'ottima opzione per la serata. Qui sotto nella foto potete vedere la Pepa, impiegata della TMB, mandando un sms alla sua amica Maria José a vedere se ha voglia di andare al cinema con lei stasera e di lasciare solo a casa quell'inutile di suo marito a guardare il futbol.




















Vi interessa inoltre sentire Nanni Moretti parlare spagnolo? Vi interessa sentire la sua voce uguale a quella di 3.500 altri attori di ogni ordine e grado, dal cinema d'autore alla pubblicità, dalla telenovela al corto d'animazione? Pensate come me che il doppiaggio sia una mala cosa per il cinema e per la cultura linguistica della gente di questa benedetta Europa, soprattutto per los italianos? Qualunque sia la risposta, eccovi il trailer. Poi se ne avete voglia mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate, potete commentare qui abbasso.