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Primavera Sound e gratis.

mercoledì 30 maggio 2012

Estate, tempo di festivals e bla bla bla. Questa sera "inaugura" il "monster festival" Primavera Sound, in cui ho lavorato per un paio d'anni quando ero schiavetto felice della rivista Vice. Quest'anno, da libero professionista, pigro e squattrinato, invece di un biglietto da 195€,  mi concederò cose tipo una passeggiatina serale dopo cena, magari col maglioncino gettato sulle spalle e un gelato cioccolato e fiordilatte in mano. Fiuuu! Questo magnifico pensiero mi ha procurato i brividi d'orrore sufficienti per rinfrescarmi in questa caldazza pomeridiana in cui sto scrivendo. Fiordilatte a parte, il Primavera Sound quest'anno ci fa il grande regalo di un paio di concertazzi multipli sulla spianata del paseo di fronte all'Arc de Triumf. Stasera sono in programma  il giovincello tachente Jeremy Jay, i Walkmen, in equilibrio precario tra Strokes, Bob Dylan e i primi Stereolab (bella questa, eh?) il ritorno dei Wedding Present, e i mitici e furiosi Black Lips.  Il giorno dopo [errata corrige - domenica 3 giugno] serata più sudeuropea, diciamo, con l'insopportabile rockstar iberica Nacho Vegas, il pop kitsch ma simpatico di Joe Crepusculo, l'icona della musica da film Yann Tiersen e il crooner Richard Hawley. Per una macedonia perfetta manca solo Gianna Nannini. L'ingresso è gratuito e potete vedere qui quando suonano i vostri beniamini.

Polo (della libertà).

sabato 12 maggio 2012

Ok, lo ammetto, ho usato 'sto titolo della ceppa per vedere se aumenta un po' il traffico sul mio blogghetto, ultimamente un po' fermo alla stazione di servizio di un cyberdeserto. Oppure no. Ho usato questo titolo perché oggi pomeriggio Motor Combo presenta il suo ultimo disco POLO. Polo in spagnolo vuole dire sia polo che ghiacciolo. Nell'intenzione degli autori il disco fa riferimento al ghiacciolo. La caldazza sta arrivando, siamo tutti felici e da qui in avanti e per 4 mesi le parole che pronunceremo di più al giorno saranno "que calor" e "playa", e sogneremo di mangiare polo e di andare al polo. Motor Combo sono Eli Gras e Florenci Salesas, due vecchie glorie (con rispetto, Eli) dell'underground catalano. Troppo buffi, ironici e surreali per essersi bruciati negli anni '80, per suonare punk e morire d'overdose, Florenci ed Eli hanno invece scelto la strada del dadaismo musicale, e adesso sono intrappolati in una bolla di cingomma elettronica, in una ruota di criceto kraftwerkiana, in un'Ape con le porte saldate (come il Generale Lee di Bo e Luke), in un Commodore 64 e in una labirinto di cinquantamila progetti paralleli. Io non seguo la musica elettronica, tantomeno la musica moderna, però sento che tutti i pischelli che fanno retropop-elettronico nowadays dovrebbero (ri)scoprire Motor Combo, fermarsi un attimo ad ascoltare come quando si fa sssht-hai sentito? e trarre ispirazione da questi due. Io almeno se fossi un pischello che fa retropop-elettronico li copierei di sana pianta, aggiungendoci basi techno pesanti e finto sofisticate e allungando i po' i pezzi. Così in sei mesi sarei al Primavera Sound, mentre Motorcombo saranno oggi a The Station, il sogno bagnato di ogni bar della stazione in cui siate mai stati, e domani scapperanno sulla duecavalli azzurra e saranno la colonna sonora nel girone infernale di tutti gli studenti di conservatorio conservatori. Vi lascio ad ascoltare la gemma bislacca Si parla italiano.

Motor Combo
The Station - Estaciò de França
Sabato 12 maggio 2012 ore 17:30 - Ingresso gratuito.

Libertà di movimento.

mercoledì 9 maggio 2012

Il post di oggi ha una doppia valenza con un denominatore comune: la libertà (e scusate il pasticcio chimico matematico, al liceo avevo sempre 3). Presentiamo in ordine di fretta: A) Il concerto di Paolo Angeli e Takumi Fukushima. Questa sera sono a Ljubliana, dopodomani sera a Belgrado e sabato, cari amici espatriati, a Barcellona. A Paolo dedicheremo un giorno un'intervista lunghissima, un video, un monumento, una torta di mele, tempo al tempo. L'ultima volta l'abbiamo visto in azione con la stellina del post-Waits Amanda Jayne, lasciando da parte la chitarra sarda preparata per fare incursione nelle canzoni di Amanda con una Estruch flamenca comprata alla Mina (il barrio gitano di Barcellona, NdB). Sabato invece vedremo Paolo in duo con una vecchia amica, la violinista giapponese Takumi Fukushima. Ormai in sincrono perfetto di corde tese, Paolo e Takumi insieme sono una macchina elettroacustica che non conosce limiti o frontiere, e con l'unica preoccupazione di riuscire a fondere la musicalità sarda con quella giapponese, perdendola e ritrovandola in continuazione, come in un dialogo appassionato, dolce, malinconico, ma anche furioso (vedere Takumi urlare è veramente uno spettacolo). Asì que, se non ti spaventa la musica improvvisata e ti piace pensare al Giappone come una grandioso mix di calma e caos, ti consiglio di andare a vedere questo concerto. Perché di fretta, dicevamo? Perché è caldamente consigliato prenotare il posto presso la sala Anaglifos scrivendo a  info@anaglifos.es o chiamando al  93 177 39 0.

Paolo Angeli & Takumi Fukushima
Anaglifos Art Factory
C/Monec 17, bajos. Sabato  12 maggio 2012 ore 21 - Ingresso 8€





Seconda urgenza di oggi è B) l'uscita online esclusiva da Wired Italia del documentario Italy: love it or leave it, della coppia di realizzatori Gustav Hofer e Luca Ragazzi. Avevo visto il trailer svariati mesi fa ed ero rimasto intrigato da questi due tipi che decidono di fare un viaggio in Italia in Cinquecento per vedere e conoscere più a fondo il Paese che stavano decidendo insieme di lasciare. Cinque mesi dopo, Italia-prendere-o-lasciare sta sbancando premi e proiezioni in tutto il mondo, mentre i due hanno fatto le valigie e sono già belli belli e trasferiti nella Berlino felix. Muoio dalla voglia di vederlo, ma voglio aspettare che la mia bella torni dal lavoro così fa anche un po' di lezione di italiano. Grazie a Wired per il release online e la possibilità di inserirlo sul blog e speriamo che Gustav e Luca vengano presto a trovarci a Barcellona.





Leggi l'intervista su Wired.

Si tu parles pas Spanglais, try Frangliano.

domenica 19 febbraio 2012

Gadjo, la power-gipsy band più tosta di Barcelona, racer instancabile d'Europa nei mesi estivi e introvabile in Catalunya, ci regalerà uno dei suoi concerti tutto fuoco, fiamme, rhum, rose, swing, cumbia, ska, balkan, gipsy-surf e jazz da balera, questa sera alla sala Monasterio, per quattro minuscoli euretti. Per bere, sudare e baccagliare come se non ci fosse domani.

Sala Monasterio, Passeig Isabel II, 4, 21h - Ingresso 4 €




All'Heliogabal ci sono invece gli adorati Las Buenas Noches, combo sivigliano di desert music per la fine del mondo. Mentre i Gadjo sono irrimediabilmente transfrontalieri, Las Buenas Noches sono fatalmente fronterizos. Di un posto simile a come immaginavo la Spagna da bambino. Come il Messico, l'Arizona o la California del Sud. Come un No Country For Old Men per bambini e a fumetti, con chitarre, cuatros, charangos e contrabbasso, è la musica che ti accompagnerebbe se un giorno forassi un ruota su una strada deserta nella secca Andalusia, al calar della notte. I loro due dischi sono rilasciati su licenza CC, li potete scaricare gratis dal loro sito, e dovreste farlo perché sono bellissimi. Con la stupenda voce di Rubén Alonso e i disegni di Miguel Brieva, uno dei più importanti illustratori spagnoli.

Heliogabal - C/ Ramón y Cajal, 80 22h Ingresso 7€






Giulia y los Tellarini all'Antic Teatre.

lunedì 13 febbraio 2012

Pastasciutta e vino, certo. Ma anche olive nere, olive ascolane, burrata e verdure grigliate. Altre canzoni decisamente con cacciagione, sugose e scure quaglie, altre aringhe marinate e burro, altre burritos e enchiladas, altre uovo fritto, pane nero, caffè amaro e a fumare una pesante Gitane. Ho provato ad abbinare cibo alle nuove canzoni ne l'Arrabbiata, il secondo disco di Giulia y los Tellarini. Non so se ci ho azzeccato, ma di certo mi è venuta fame. E' un bel dischetto che mixa chanson, tremendismo latino e calor mediterraneo con stile e savoir-faire. Ma resta nella linea di Eusebio (2008), il primo album di questo gruppo autore dell'hit scelta da Woody Allen per "Vicky, Cristina, Barcelona" e diventata la calibro 9, insieme a BCN dei FuFü-Ai, dei PR della città. L'Arrabbiata non scappa alla legge del secondo disco e non regala le stesse emozioni di Eusebio, ma se non avete mai visto la bella Giulia in azione, il concerto è molto raccomandabile, perfetto per far entrare un po' di calore in questo freddo febbraio.

Giulia y los Tellarini - Antic Teatre. C/Verdaguer i Callis, 12  21h Ingresso 5 €









Amanda Jayne e Paolo Angeli in concerto!

mercoledì 1 febbraio 2012




Oh, finalmente ti sei decisa a rientrare in scena, Amanda!
Dopo un paio d'anni di silenzio e qualcuno di più dal piccolo capolavoro "Swoon" (Whatabout Music, 2007) Amanda Jayne torna sul palco. Questo sabato alla Virgen, per presentare un pugno di canzoni nuove di pacca, ma invece che in duo, trio o con l'intera band di sette elementi, questo giro sarà accompagnata nientedimeno che da Paolo Angeli, che ha deciso di lasciare a casa la sua chitarra sarda preparata per imbracciare una vecchia flamenca! Composizioni post-Waits della cantante e fisarmonicista americana, canzoni dolci, crude, canzoni vere, sporche di vita, suonate da due amici marinai per la prima volta insieme.
Che altro aggiungere? 
Non perdetevi per nessun motivo al mondo questa gemma!


Sabato 4 febbraio 20h alla Virgen-Despacho Cultural, c/de la Verge, 10 (Raval)


Stasera si smaneggia. Lorenzo Senni all'Espai Caja Madrid.

giovedì 26 gennaio 2012

In pochi conosciamo l'Espai Caja Madrid. Forse perché siamo sempre bombardati e assorbiti da "barcellonismo" che a volte ci dimentichiamo che esiste un mondo fuori da Barcellona. Nomenclatura a parte, il posto in questione è ospitato nella sede della omonima banca, in plaça Catalunya, e possiede un auditorio molto bello (anche se un po' strano, è disegnato a V) dove si possono ascoltare concerti di musica contemporanea di punta per soli 3 euretti. In questi giorni è di scena il ciclo Supersimetría - Entorno al extremo y la percepción, una serie di concerti di artisti dell'avanguardia che esplorano estremi musicali basati non solo sulla composizione ma anche sull'immersione totale dello spettatore.
Apre il ciclo l'italiano Lorenzo Senni, artista multidisciplinario, compositore ed esperto di laser. Per questo festival ha preparato un set speciale in cui esplora le possibilità drammatiche della musica trance per costruire un discorso astratto pieno di tensione. Fondatore dell'etichetta Presto!? interamente dedicata all'esplorazione di nuovi suoni, Senni è tornato da poco da un bel tour in Giappone, cosa che conferma che secondo me dobbiamo andare a vedere il suo concerto.
Link: prestorecords
Espai Caja Madrid, 20:30h

Foto: Dudemag.it

A seguire nella stessa serata c'è Cut Hands, il nuovo progetto del compositore William Bennett (Whitehouse) centrato sulla percussione africana e haitiana, in cui cercherà di sfondare le porte della percerzione dietro la musica rituale. Ascoltatevi il suo podcast realizzato per Radio Web Macba (la web radio del Museo di Arte Contemporanea di Barcellona), assolutamente allucinante. 
Potete consultare qui il resto del programma di Supersimetría.
Se avete avuto una giornata pesante, questa è l'occasione ideale per un po' di sano mindblowing. Portatevi dell'acqua di fuoco da sputare in faccia a William Bennett nel caso vi sentiate anche esorcizzati.
Link: William Bennet.



Guano Ape, Falso Kapok e Snorkel Quintet.

lunedì 23 gennaio 2012

Svelato il mistero dell'albero del punk. Abbiamo scoperto chi è, cosa fa e da dove viene. E' una Ceiba speciosa, altrimenti conosciuta come falso kapok o palo borracho (legno ubriaco). Cresce in Argentina, Paraguay e Brasile, dove prospera alla grande con le sue spinette e i suoi frutti lanosi e viene anche chiamato samohú, samuhú, copadalick, mandiyú-rá, mandiyú, palo borracho rosado,  palo rosado, palo borracho de flor rosada, algodón, algodonero, palo botella,  palo barrigudo, árbol de la painera, painera de Corrientes, painero, peinera,  árbol botella, árbol de lana, toborochi, toborochi rosado, paina de seda, árvore de la, paineria  fêmea, lupuna, ávore de paina, barriga dágua, bomba dágua, paineria branca,  paineira de espinho, árbol de la seda, ceiba de Brasil, yucan, samohú, samuhú, copadalick, mandiyú-rá, mandiyú, palo borracho rosado,  palo rosado, palo borracho de flor rosada, algodón, algodonero, palo botella,  palo barrigudo, árbol de la painera, painera de Corrientes, painero, peinera,  árbol botella, árbol de lana, toborochi, toborochi rosado, paina de seda, árvore de la, paineria  fêmea, lupuna, ávore de paina, barriga dágua, bomba dágua, paineria branca,  paineira de espinho, árbol de la seda, ceiba de Brasil, kapoc. (Fonte: Bonsaimania.com). Non siete felici per noi?

Stasera suonano i Guano Apes, un gruppo che piace ai giovani, in un club di Barcellona a cui su Barna Fridge abbiamo recentemente lanciato la nostra dichiarazione d'amore.

Fossi in voi mi lascerei tentare invece da un gruppo sconosciuto di improvvisatori che suona al 23 Robadors. Sono gli Snorkel Quintet e propongono un'interessante barriera corallina di suoni elettronici ed elettroacustici, bevendo acqua salata da ritmiche latine e sputacchiandola sulla musica contemporanea, jazz e funk e kraut rock. Il risultato è cocktail che, nelle giuste condizioni, può essere assaporabile per svariate ore. Sono fuori programma quindi il concerto non è segnalato nelle agende culturali, lo so solo io :-).

http://lajustaentropia.com/snorkelquintet

23 Robadors, c/Robadors, 23 21.30h, ingresso 3 euro.



Leslie Helpert canta Billie Holiday.

venerdì 6 gennaio 2012

Stasera al Jamboree suona una delle migliori artiste espatriate a Barcellona, l'americana Leslie Helpert. Non suonerà pezzi della sua (estesa) discografia perché i posti come il Jamboree non rischierebbero nemmeno un centesimo sulle nuove proposte (altrimenti non avrebbero scuse per farti pagare una birra 5), ma un ugualmente ottimo e intelligente tributo a Billie Holiday. La accompagnano due altri grandi della scena jazz locale, la contrabbassista italo-argentina Giulia Valle e Oriol Roca, che abbiamo intervistato il mese scorso. Un concerto più che raccomandabile in un ex-antro della Barcellona canaglia.

Jamboree -Plaça Reial, 17 20h e 22h - Ingresso 12




Pancia, musica, tasca.

lunedì 2 gennaio 2012

Abbiamo già avuto occasione di tessere le lodi di uno de nostri bar preferiti, il 23 Robadors. Ebbene, apprendiamo via Facebook che Albert e compagnia ci vogliono regalare un motivo in più per dinoccolare ancora più spesso in quei paraggi. Cene tematiche + concerto al prezzo di un menu del día,  10 euretti. Eccovi la carta. Prenotazione obbligatoria.





Robadors 23, la gioia di mammà.

lunedì 5 dicembre 2011

Jacob Sacks Trio
Il bar Robadors 23, o 23 Robadors, è la gioia di mammà del barrio Chino, un antro sano e vivo in una strada, la calle Robadors,  dove regnano il peccato, la lussuria, il vizio e le più tristi imitazioni di Kentucky Fried Chicken. Anni fa, quando le camere compatte non arrivavano a 1.5 megapixels, la calle Robadors era stretta, nera e acciottolata, lunga e ammuragliata a un fianco, dove le puttane si appoggiavano e i papponi dinoccolavano, i marocchini spacciavano e topi sfirlinfilavano tra le gambe dei perdigiorno. Oggi è assolutamente identica. Hanno cambiato la pavimentazione, sfondato il muro e appeso dei cartelli con su scritto VOLEM UN BARRI DIGNE, intorno ai quali ci hanno costruito delle case nuove e uno di questi kentuckyfriedchickens. Il Robadors c'è sempre, umile, nobile e sereno. Mai si rischierà una bottigliata in testa, uno sputo in un occhio o un insulto gratuito quando si è tra le calde braccia del bar Robadors. Quando si poteva fumare, poi, l'atmosfera era perfetta. Adesso è anche migliore. Quando si riempie di gente, e sempre di gente giusta, senza mai scavallare nel trendy o nel marcio, si elettrizza e si illumina, e l'endorfina si espande lentamente, come da un rubinetto del gas lasciato appena appena aperto. A volte c'è un Dj all'entrata, ma anziché un bella fighetta troppo magra coi RayBan senza lenti e la camicia a quadri suonando i Fleet Foxes, c'è un tipo che mette funk circondato dai suoi colegas che gli chiedono i pezzi all'orecchio, con la birra in mano. Il piatto forte è la musica dal vivo, per questo consigliamo di lasciarvi cadere al Robadors una serata qualunque della settimana. Il prezzo dei gigs è quasi simbolico, oscilla tra i due e i tre euro, e le consumazioni dai due agli otto euro, credo. Come fanno ad andare avanti, direte voi? Semplice, vendono boccate di elio nel privé (scherzo). Ma ecco qui una mappatura per orientarvi sulla settimana tipo dei concerti al Robadors. I lunedì sono dedicati al free jazz e alla musica sperimentale. Per scrollarsi di dosso il tedio da inizio settimana (o aumentarlo, a seconda). Questo mese cose tipo la raffinatissima Susana Santos dal Portogallo, e poi un trio di, attenzione, ghironda, voce e arpa. Il martedì concerti jazz del Collectiu 23, un gruppo aperto di secchioni del jazz. Entrada gratis/a cappello. Il mercoledì jam di jazz, quindi se suoni e sei appena arrivato/a Barcellona, ora sai dove sbarcare col tuo sax sotto braccio. Il giovedì alle 19.30 free jazz gratuito e alle 21.30 ancora jazz. Il venerdì notte eclettica mentre il sabato e la domenica sono santificati al flamenco, lontani dalle rute turistiche, con ballerine e tutto il carosello, ma senza fronzoli.