Ah, le riviste.
Io ne leggo alcune. Altaïr e il National Geographic dal dentista, Vice, La Mono, il catalogo Ikea e quello di BoConcept nel bagno, Pilote Urbain e Barcelona Miniguide mentre aspetto che mi preparino un carajillo in un bar del centro e Barcelona Metropolitan per spararmi le critiche di food&restaurants di Tara Stevens. Oggi, all'Istituto Italiano di Cultura, si presenta la Rivista Italiana di Studi Catalani. Spero l'abbiano confezionata i miei amici di Boutique Creativa, che già fanno i Quaderni del cinema italiano, e che son due tipi che sanno esattamente dove le parole stile, trattamento dell'immagine e tipografia si trovano nel dizionario. Non si puó dire lo stesso dei signori dell'Istituto Italiano di Cultura, che pure sono credo i committenti dei suddetti Quaderni, la cui web è rimasta all'età della pietra 2.0. Vi riporto l'affascinante nota de prensa:
L’evento vuole essere al tempo stesso l’occasione per rendere omaggio all’Associazione Italiana di Studi Catalani, creata per favorire i rapporti culturali italo-catalani a partire dall’ambito accademico, ed insignita del prestigioso Premi Internacional Ramon Llull 2011, e l’atto di presentazione della Rivista italiana di studi catalani, curata dall’AISC, pubblicata per la prima volta quest’anno dalle Edizioni dell'Orso (Alessandria).
Interverranno: Patrizio Rigobon (Presidente dell’Associazione Italiana Studi Catalani) “La Rivista italiana di studi catalani, nuova tappa delle relazioni culturali italo-catalane”, Francesc Vallverdú (President Fundació Congrés de Cultura Catalana) “La Fundació Congrés de Cultura Catalana e la cultura italiana” e Vicenç Villatoro (President Institut Ramon Llull) “La presenza della cultura italiana per gli intellettuali della nostra generazione”. Introduce Salvatore Schirmo (Direttore Istituto Italiano di Cultura di Barcellona).Nonché il cazzutissimo logo:
Beh? Non morite dalla voglia di andarci?
Istituto Italiano di Cultura - Passatge Méndez Vigo, 5 19.30h
