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Come nasce una piazza.

venerdì 27 luglio 2012


Questa sera ancora cinema al freschetto, ché la caldazza non molla e la sera in giro si sta in gloria. Oggi alle 21:30 si proietta El Forat, di Falconetti Peña, al Forat de la Vergonya. Il "buco della vergogna" è una piazza del quartiere della Ribera, nata dallo sventramento di edifici decaduti, che i pianificatori, gli speculatori e i pistoleri dell'epoca avevano deciso di trasformare in parcheggio. Ma i vicini si sono stretti a maglia, hanno piantato un albero (anni dopo un bellissimo orto comunitario) e hanno combattuto contro l'Ayuntamiento fino ad ottenere che il buco venisse invece trasformato in una piazza per sedersi, organizzare cose e far giocare i bambini, rivendicando lo spazio ad uso e consumo del quartiere e dei suoi abitanti. Recentemente l'Ayutamiento, zitto zitto, ha concesso a un bar l'uso di suolo pubblico per la sua terrazza, scatenando la gelosia di quell'altro bar più in basso che anche lui vuole i suoi tavolini etc. e si stanno quindi rimettendo in moto le rotelle dello scontro sociale. Intanto le cose scorrono tranquille. La piazza è sempre piena di ragazzini, bimbi e anziani che pacificamente si ritrovano a giocare e cazzeggiare al fresco, i vecchi immigrati andalusi portano fuori le gabbiette con i canarini, i maghrebini improvvisano i loro cinema all'aperto e i domenicani per fortuna non reggaetoneggiano ma giocano a calcio. Una buona occasione per farsi raccontare la storia di questa piazza e conoscere i volti di chi dobbiamo ringraziare se adesso possiamo andare a fare due tiri al ping pong o leggere su una panchina da tranquilli. Del sangue è stato anche versato, quindi, da vicini del quartiere, li dobbiamo ringraziare davvero.
Per chi questa sera avesse invece cose più sexy da fare, il documentario in questione è comunque disponibile su YouTube.



Barcellona e Madrid scommettono su di te.

lunedì 2 aprile 2012

Sembra che il Male si stia impossessando di questa bella terra iberica. Dopo la manifestazione di giovedì abbiamo potuto assistere al penoso spettacolo di autosabotaggio dell'autorità catalana, diventata ormai bravissima a buttare benzina sul fuoco dello scontento sociale, sguinzagliando i suoi sbirri in borghese per bruciare cassonetti e rendendosi ridicolmente inefficace nel saper isolare i veri violenti. Che poi io li ho visti da vicino, i violenti, e non sono nient'altro un branco di pischelli incazzati, che non hanno ancora né la barba né un posto di lavoro, e che se vanno in giro con la bandiera catalana al collo e tutta la paraphernalia dell'indipendentismo da bar di cui sono infarciti sin da bambini. Quindi, tutto fumo e niente asado, solo mucho macho e blablabla di comunicati politici per rassicurare i benpensanti, i commercianti e i fans della "marca Barcelona" (dios!).
Oggi leggo un'altra notizia stomachevole che mi spinge sempre di più verso l'idea di imparare velocemente il tedesco o di cominciare a viaggiare il mondo e starmene un po' via dal brodo europeo: delegazioni del governo catalano e madrileño sono andate a Las Vegas, come i Re Magi, a rendere omaggi e salamelecchi a un re paralitico, il vecchio magnate Sheldon Adelson, che ha avuto la brillante idea di costruire una Eurovegas, cioè una Las Vegas Europea, proprio qui in Espain. La notizia avrà fatto brillare gli occhi di questi agenti di commercio del Regno e dell'Estat, cho sono accorsi al Venetian, di cui Anderson è il fondatore, a inginocchiarsi di fronte al miliardario pregando che il suo scettro d'oro, con punta a cappella di cazzo, si posasse sulla spalla di Barcellona l'uno e di Madrid l'altro.
Pensa in grande, 'sta gente. Non solo ha abbruttito milioni di persono sole e sfortunate con le loro dannate macchine tragaperras, le slot machines che decorano ogni bar marcio che si rispetti nella geografia del Paese, ma vuole estendere questo "modelo de negocio" a una intera città, possibilmente da costruire da zero. Ebbene cari signori, dal povero cattolico qui che scrive, e che non riesce a pensare se non in inferno e paradiso, parte il più caloroso augurio che la terra vi traghi prima che possiate mettere la firma su questo progetto. A voi, a chi vi manda e alla vostra progenie di machos ibericos sudati, cialtroni, pieni di forfora e amanti delle macchine grosse e dei centri commerciali.  Hasta la vista, come direbbero gli americani.

PS. Fronte compatto su Twitter. No Eurovegas!

Sheldon Adelson, un modello per i giovani.