Barcelona Design Festival 2012 e mercadillo RAS.

martedì 26 giugno 2012

La caldazza di fine giugno ha scacciato le orgie musicali del Sonar e del Primavera Sound e spalancato all'estate Barcellonese un sinfin di attività culturali in cui, per sopperire alla mancanza di una piscina privata sul terrazzo, ci butteremo tutti a pesce. Per questi giorni vorrei segnalarvi un evento gustoso per gli amanti del design, dell'architettura e della creatività innovativa in generale, il Barcelona Design Festival + FADfest, che inaugura oggi e prosegue fino al 12 luglio con una ciccia serie di conferenze, incontri e mostre. La maggior parte delle attività sarà a pagamento, for professionals only o studenti con una piotta facile da spendere per lavorare fianco a fianco di mostri come Neville Brody o Inocuo. Barcellonando vi segnala qui di seguito la sua selezione, fatta di un mix di interessi personali e attività gratuite o economiche. Credo che sia importante seguire cosa succede nel mondo del disegno. Anche se possibilmente, almeno nel sud Europa, il disegno grafico sia ancora una pratica d'élite che splende sulle aree culturali però spesso marcisce in strada, dove orrori quotidiani inquinano la vista e rovinano il paesaggio, si uniscono alla puzza di fritto e di trappole per turisti e accompagnano la voce di troppi arroganti con bassa autoestima o commercianti dalle braccine corte e la mente stretta. Amate il buon disegno, per favore, grazie. Ne trarranno giovamento tutti, non solo gli interessati del settore.
Dunque, dicevamo, questa sera il festival FAD (Fomento de las Artes y del Diseño), apre le porte nella piazza del Macba inaugurando due mostre: «FADExpo. El mejor diseño del año» y «El futuro en construcción. Nuevos materiales ecoeficientes para la construcción y rehabilitación de edificios». Io andrò perché sí mi interessano i winners in questo campo e perché trovo i nuovi materiali ecoefficienti una cosa sexy. Domani presentazione di imprese di successo che hanno usato il diseño grafico come punto di partenza http://www.fad.cat/adg/chilllaus/ . Il 28 un appuntamento interessante per noi-italiani-che-ci piace-mangiare, il documentario Food Design, una specie di film dell'orrore che racconta come i signori del cibo industriale ci spiano per decidere come darci da mangiare. Per chi va oltre le chiacchiere a tavola sulla lasagna della nonna e chi ha finalmente smesso di dipendere dalla Nutella.



A meno che non sappiate il tedesco a menadito, il film si proietterà alla Filmoteca alla 18:30.
Il 29 giornata di porte aperte. Quando ero bambino, le "porte aperte" erano solo dai concessionari  Renault per andare con papà a vedere l'ultima R4 e a farsi regalare stampini e portachiavi. Una buona scusa per curiosare negli ambienti favolosi degli studi. E' tutto per il momento, però consultate il programma di luglio qui. Ah, e assolutamente da non perdere una tre giorni di "mercatino" in RAS, una delle migliori librerie di disegno, architettura, arte e fotografia di Barcellona. Materiali e fondi di magazzino della squisita selezione di RAS saranno in vendita a prezzi scontatissimi, a partire dal magico prezzo 1 EURO. Aiutate RAS a svuotare i magazzini e portatevi a casa qualche bel pezzo di letteratura grafica da sfogliare la domenica mattina davanti al caffè invece di attaccarvi subito a Facebook.
Filamente il sole è calato, mi stappo una birretta fresca e poi mi avvicino al Macba per il FADFest.

Perle parrocchiali.

mercoledì 30 maggio 2012


Io posto questo perché sono, come molti di voi, un ex-oratoriano, maggio è il mese della Madonna e insieme a questi simpatici strafalcioni sento il ricordo del profumo di lillà, il rimbalzare della palla da basket nel cortile, la batteria della sala prove da cui esce heavy metal durante il rosario, il teatro che ti faceva sentire come Carmelo Bene prima di sapere chi fosse, don Pomero che vende i gelati e le caramelle in un baretto illegale dietro una finestra e la separazione dell'oratorio maschile da quello delle fìee (ragazze), tra altre cose. Godetevi queste perle da oratorio e ringraziate Gesù che non esistono simili istituzioni nella nostra cara Barcellona, frateli e sorele.

v PER TUTTI QUANTI TRA VOI HANNO FIGLI E NON LO SANNO, ABBIAMO UN’AREA ATTREZZATA PER I BAMBINI.

v GIOVEDI’ ALLE 5 DEL POMERIGGIO CI SARA’ UN RADUNO DEL GRUPPO MAMME. TUTTI COLORO CHE VOGLIONO FAR PARTE DELLE MAMME SONO PREGATE DI RIVOLGERSI AL PARROCO IN UFFICIO. 

v IL GRUPPO DI RECUPERO DELLA FIDUCIA IN SE STESSI SI RIUNISCE GIOVEDI’ SERA ALLE 7. PER CORTESIA, USATE LE PORTE SUL RETRO.

v VENERDI’ SERA ALLE 7 I BAMBINI DELL’ ORATORIO PRESENTERANNO L’AMLETO DI SHACKESPEARE NEL SALONE DELLA CHIESA. LA COMUNITA’ E’ INVITATA A PRENDERE PARTE A QUESTA TRAGEDIA.

v CARE SIGNORE, NON DIMENTICATE LA VENDITA DI BENEFICENZA! E’ UN BUON MODO PER LIBERARVI DI QUELLE COSE INUTILI CHE VI INGOMBRANO LA CASA. PORTATE I VOSTRI MARITI.

v TEMA DELLA CATECHESI DI OGGI: “ GESU’ CAMMINA SULLE ACQUE ”. CATHECHESI DI DOMANI “ IN CERCA DI GESU’ ”.

v IL CORO DEGLI ULTRASESSANTENNI, VERRA’ SCIOLTO PER TUTTA L’ESTATE, CON I RINGRAZIAMENTI DI TUTTA LA PARROCCHIA.

v RICORDATE NELLA PREGHIERA TUTTI QUANTI SONO STANCHI E SFIDUCIATI DELLA NOSTRA PARROCCHIA.

v IL TORNEO DI BASKET DELLE PARROCCHIE PROSEGUE CON LA PARTITA DI MERCOLEDI’ SERA: VENITE A FARE IL TIFO PER NOI MENTRE CERCHEREMO DI SCONFIGGERE IL CRISTO RE!

v IL COSTO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONVEGNO SU “PREGHIERA E DIGIUNO“ E’ COMPRENSIVO DEI PASTI.

v PER FAVORE METTETE LE VOSTRE OFFERTE NELLA BUSTA, ASSIEME AI DEFUNTI CHE VOLETE FAR RICORDARE.

v IL PARROCO ACCENDERA’ LA CANDELA DA QUELLA DELL’ALTARE, IL DIACONO ACCENDERA’ LA SUA CANDELA DA QUELLA DEL PARROCO, E VOLTANDOSI ACCENDERA’ UNO AD UNO TUTTI I FEDELI IN PRIMA FILA.

v MARTEDI’ SERA CENA A BASE DI FAGIOLI NEL SALONE PARROCCHIALE. SEGUIRA’ CONCERTO.

Primavera Sound e gratis.

Estate, tempo di festivals e bla bla bla. Questa sera "inaugura" il "monster festival" Primavera Sound, in cui ho lavorato per un paio d'anni quando ero schiavetto felice della rivista Vice. Quest'anno, da libero professionista, pigro e squattrinato, invece di un biglietto da 195€,  mi concederò cose tipo una passeggiatina serale dopo cena, magari col maglioncino gettato sulle spalle e un gelato cioccolato e fiordilatte in mano. Fiuuu! Questo magnifico pensiero mi ha procurato i brividi d'orrore sufficienti per rinfrescarmi in questa caldazza pomeridiana in cui sto scrivendo. Fiordilatte a parte, il Primavera Sound quest'anno ci fa il grande regalo di un paio di concertazzi multipli sulla spianata del paseo di fronte all'Arc de Triumf. Stasera sono in programma  il giovincello tachente Jeremy Jay, i Walkmen, in equilibrio precario tra Strokes, Bob Dylan e i primi Stereolab (bella questa, eh?) il ritorno dei Wedding Present, e i mitici e furiosi Black Lips.  Il giorno dopo [errata corrige - domenica 3 giugno] serata più sudeuropea, diciamo, con l'insopportabile rockstar iberica Nacho Vegas, il pop kitsch ma simpatico di Joe Crepusculo, l'icona della musica da film Yann Tiersen e il crooner Richard Hawley. Per una macedonia perfetta manca solo Gianna Nannini. L'ingresso è gratuito e potete vedere qui quando suonano i vostri beniamini.

Una storia di droga.

venerdì 25 maggio 2012

Risalgo la calle Ataulf verso sera, è chiaro ancora, siamo a maggio. I rondoni solcano l'aria, le ragazze che camminano riempiono di bellezza le viette del Gotico. Sono pago della giornata di lavoro, guardo le case e i balconi, naso all'insù. Cinquanta metri più avanti vedo un sacchetto bianco cadere. Sarà il pacco di cocaina che sto aspettando? E' così che arriverà la Fortuna? Alzo gli occhi al quinto piano, (le case di Ataulf sembrano ancora più alte per la salita), aspettando di vedere il malfattore/benefattore-lanciatore. E' un'anziana signora bionda in vestaglia rossa che, sganciato il pacco, si ritrae lentamente dietro la veneziana abbassata, rientrando all'interno del suo appartamento come una chiocciola si ritira nella conchiglia. Arrivo all'altezza del sacchetto. Giace a meno di trenta centimetri dal canestro della spazzatura. La vecchia, anche se oggi ha mancato, deve avere una mira micidiale. Lei, il cestino dei rifiuti e cinque piani di sfacciatezza. Chissà da quanto dura questa storia d'amore e di mira. Le sette di sera. Lei, il punto nero di sotto e l'involto pieno di cacchine di gatto e avanzi del pranzo. Unico nemico: una brezza ciularina che decide se far cadere il sacchetto di qua, o di là.  Lo score segnato sul calendario. La risatina o il sospiretto in caso di vittoria o sconfitta. Niente droga per me.



Vino Vinicio.

giovedì 24 maggio 2012

E' tornato Vinicio. E' passato Vinicio. Ieri l'altro, al Poble Sec.
Vinicio, grosso, grasso, nero e ingombrante, è in realtà basso, come tutti i grandi, e non è grasso, ma sì ingombrante. Nel senso bello del termine. Come entrare in un vecchio magazzino attraverso la porta del retrobottega. Permesso sì, scusi, grazie. Accedere a luoghi pieni di polvere, storia, luce e magia. Candelabri, pianoforti, strumenti scientifici, quadri dell'800, tele stampate, mobili, soprammobili, ninnoli, scheletri, manoscritti,  sestanti, chitarre, vestiti, animali impagliati e altri innumerevoli tesori che hai conosciuto soltanto nei libri illustrati. Vinicio e il suo spettacolo Marinai, Profeti e Balene, con il pianoforte a coda messo di traverso, cioè a dritta, dove il pianista non è un pianista ma un timoniere, intorno al quale si squadra la ciurma sotto agli alberi immaginari. Glauco, Zeno e Mauro a mezzana, Vinicio e Vincenzo a maestra, Asso e Francesco a trinchetto, salpando in un rumore di catene e presagi, sotto una chiglia rovesciata, il ventre di un balena, la bocca di un capodoglio. Io, che ascolto il disco solo adesso che scrivo, al concerto mi lascio trascinare dall'onda lunga, lenta e notturna di parole e dalla marea di strumenti che l'equipaggio manovra alla perfezione d'orologio, con maestria di lungo corso di chi sa dove va anche nel buio pesto. Io sono al secondo piano e mi ammareggio del ritardo, è come stare arrampicato a prua mentre piove ed è notte, e tutti gli altri sono sottocoperta ingozzandosi di rhum, e ridendo. Oh well. Mi piace guardare il marinaio di palco che cambia le chitarre, i cappelli e i vestimenti a Vinicio e poi spunta fuori e mima il polipo, il ciclope e il palombaro. Mi piace godermi la pachidermica paraphernalia di Vinicio, sapere che è la naturale estensione spettacolare della sua musica, dei testi e della sua testa bacata. Coleridge, Conrad e Melville sono dalla sua parte, ma ci sono anche i tre catalani di Cabo San Roque, il suo spagnolo da italiano in gita e i grappoli di compatrioti e compatriote, occhi che guardano e saltano da una parte all'altra, che girano, cercano, segnano, appuntano, dicono e dimenticano. C'è un'altra volta Vinicio, con la sua feluca e la sua gabardina, fermo negli anni e nella poetica dell'illusione della felicità, l'inganno dell'amore e la condizione umana, a condizione che sia mitica e mitologica. C'è Vinicio che ci uccide alla fine con Le Sirene, e non importa dove lo trascini la prossima tempesta artistica domani. Il suo genio, come un mago, uscirà sempre dalla giubba fradicia una carta come Le Sirene, magicamente asciutta e bella, come la salvezza quando sembra che tutto è andato perduto. E c'è il Vinicio delle taverne che ci ha fatto Che coss'è l'amor e altri oldies but goldies in memoria delle sue notti al Poble Sec nel Tinta Roja. Anche se il lupo perde il pelo e beve solo in ufficio, noi contenti.




Polo (della libertà).

sabato 12 maggio 2012

Ok, lo ammetto, ho usato 'sto titolo della ceppa per vedere se aumenta un po' il traffico sul mio blogghetto, ultimamente un po' fermo alla stazione di servizio di un cyberdeserto. Oppure no. Ho usato questo titolo perché oggi pomeriggio Motor Combo presenta il suo ultimo disco POLO. Polo in spagnolo vuole dire sia polo che ghiacciolo. Nell'intenzione degli autori il disco fa riferimento al ghiacciolo. La caldazza sta arrivando, siamo tutti felici e da qui in avanti e per 4 mesi le parole che pronunceremo di più al giorno saranno "que calor" e "playa", e sogneremo di mangiare polo e di andare al polo. Motor Combo sono Eli Gras e Florenci Salesas, due vecchie glorie (con rispetto, Eli) dell'underground catalano. Troppo buffi, ironici e surreali per essersi bruciati negli anni '80, per suonare punk e morire d'overdose, Florenci ed Eli hanno invece scelto la strada del dadaismo musicale, e adesso sono intrappolati in una bolla di cingomma elettronica, in una ruota di criceto kraftwerkiana, in un'Ape con le porte saldate (come il Generale Lee di Bo e Luke), in un Commodore 64 e in una labirinto di cinquantamila progetti paralleli. Io non seguo la musica elettronica, tantomeno la musica moderna, però sento che tutti i pischelli che fanno retropop-elettronico nowadays dovrebbero (ri)scoprire Motor Combo, fermarsi un attimo ad ascoltare come quando si fa sssht-hai sentito? e trarre ispirazione da questi due. Io almeno se fossi un pischello che fa retropop-elettronico li copierei di sana pianta, aggiungendoci basi techno pesanti e finto sofisticate e allungando i po' i pezzi. Così in sei mesi sarei al Primavera Sound, mentre Motorcombo saranno oggi a The Station, il sogno bagnato di ogni bar della stazione in cui siate mai stati, e domani scapperanno sulla duecavalli azzurra e saranno la colonna sonora nel girone infernale di tutti gli studenti di conservatorio conservatori. Vi lascio ad ascoltare la gemma bislacca Si parla italiano.

Motor Combo
The Station - Estaciò de França
Sabato 12 maggio 2012 ore 17:30 - Ingresso gratuito.

Libertà di movimento.

mercoledì 9 maggio 2012

Il post di oggi ha una doppia valenza con un denominatore comune: la libertà (e scusate il pasticcio chimico matematico, al liceo avevo sempre 3). Presentiamo in ordine di fretta: A) Il concerto di Paolo Angeli e Takumi Fukushima. Questa sera sono a Ljubliana, dopodomani sera a Belgrado e sabato, cari amici espatriati, a Barcellona. A Paolo dedicheremo un giorno un'intervista lunghissima, un video, un monumento, una torta di mele, tempo al tempo. L'ultima volta l'abbiamo visto in azione con la stellina del post-Waits Amanda Jayne, lasciando da parte la chitarra sarda preparata per fare incursione nelle canzoni di Amanda con una Estruch flamenca comprata alla Mina (il barrio gitano di Barcellona, NdB). Sabato invece vedremo Paolo in duo con una vecchia amica, la violinista giapponese Takumi Fukushima. Ormai in sincrono perfetto di corde tese, Paolo e Takumi insieme sono una macchina elettroacustica che non conosce limiti o frontiere, e con l'unica preoccupazione di riuscire a fondere la musicalità sarda con quella giapponese, perdendola e ritrovandola in continuazione, come in un dialogo appassionato, dolce, malinconico, ma anche furioso (vedere Takumi urlare è veramente uno spettacolo). Asì que, se non ti spaventa la musica improvvisata e ti piace pensare al Giappone come una grandioso mix di calma e caos, ti consiglio di andare a vedere questo concerto. Perché di fretta, dicevamo? Perché è caldamente consigliato prenotare il posto presso la sala Anaglifos scrivendo a  info@anaglifos.es o chiamando al  93 177 39 0.

Paolo Angeli & Takumi Fukushima
Anaglifos Art Factory
C/Monec 17, bajos. Sabato  12 maggio 2012 ore 21 - Ingresso 8€





Seconda urgenza di oggi è B) l'uscita online esclusiva da Wired Italia del documentario Italy: love it or leave it, della coppia di realizzatori Gustav Hofer e Luca Ragazzi. Avevo visto il trailer svariati mesi fa ed ero rimasto intrigato da questi due tipi che decidono di fare un viaggio in Italia in Cinquecento per vedere e conoscere più a fondo il Paese che stavano decidendo insieme di lasciare. Cinque mesi dopo, Italia-prendere-o-lasciare sta sbancando premi e proiezioni in tutto il mondo, mentre i due hanno fatto le valigie e sono già belli belli e trasferiti nella Berlino felix. Muoio dalla voglia di vederlo, ma voglio aspettare che la mia bella torni dal lavoro così fa anche un po' di lezione di italiano. Grazie a Wired per il release online e la possibilità di inserirlo sul blog e speriamo che Gustav e Luca vengano presto a trovarci a Barcellona.





Leggi l'intervista su Wired.